Gli spazi espositivi

Le Fabbriche Charamontane, “scrigno di tesori dell’altra città”

Lo spazio espositivo che ospita le attività dell’Associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento è parte del complesso monumentale della chiesa di San Francesco d’Assisi (o chiesa dell’Immacolata). Il complesso monumentale comprende la vasta struttura edificata nel XIV secolo che includeva la chiesa e il convento dei frati francescani minori. Secondo il Pirri la chiesa fu voluta da Federico Chiaramonte II, terzogenito di Marchisia Prefoglio e Signore di Racalmuto, Siculiana e Favara. Nel sacro edificio trovarono sepoltura gli antichi signori di Agrigento. Eretta nella forma attuale nel 1788, secondo la tradizione barocca, la Chiesa si offre alla vista come una quinta scenografica, presentando la facciata, racchiusa tra due campanili, divisa in tre ordini sovrapposti, secondo noti schemi compositivi romani già proposti ad Agrigento nel prospetto della Chiesa di San Francesco da Paola. L’interno è realizzato in unica navata con sei altari laterali di uguale grandezza. Fu gravemente danneggiato dalla incursione aerea del 12 luglio 1943. Era dominato dalla volta superbamente affrescata da Domenico Provenzani di Palma di Montechiaro (1736- 1791), maestro della tecnica e del colore.

Gli affreschi attuali sono opera del palermitano Sebastiano Consoli. Da ammirare la Madonna della Catena di scuola gaginesca. Altro tesoro artistico è il Crocefisso ligneo del ‘700 di Vittorio Cardinale. Dal XIII al XVII sec si ha notizia di 5 cappelle: la cappella Chiaramonte, la cappella Montaperto, la cappella Isfar e Corilles, la cappella De Falco e la cappella Porto. Tra il 1307 e il 1308 Matteo Chiaramonte donò ai francescani il suo palazzo Aedes Magna perché divenisse loro convento. Il Convento aveva 36 camere, infermeria e professato. Dell’antica struttura è notevole il portale dell’Aula Capitolare affiancato da due eleganti bifore di stile chiaramontano. All’interno si trova un monumento sepolcrale con figura giacente su un sarcofago decorato con rilievi. Si tratta del sarcofago del Macciotto del Porto morto nel 1518 ed è in stile rinascimentale. In alto inserita nella parete si trova una lunetta che circoscrive una Deposizione. In origine il monumento funerario si trovava all’interno della chiesa, quindi fu trasferito nell’Aula Capitolare nel 1789 dopo la demolizione dell’antica chiesa. All’interno si trova una bella Cappella chiaramontana, detta Aula Dei, con volte a crociera.

L’atrio del convento in epoca medievale veniva utilizzato per le adunanze del Consiglio Civico, formato dai cittadini. Il Consiglio Civico nel 1864 adibì il convento a sede delle scuole tecniche, il ginnasio, il liceo e il gabinetto di fisica. Nel 1868 il Consiglio provinciale istituì il Museo di Storia Naturale che fu parzialmente distrutto dai bombardamenti il 12 luglio 1943. Alla fine degli anni novanta il restauro del complesso monumentale ha reso di nuovo fruibili gli spazi sottostanti la Basilica. L’Associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento ha acquisito in locazione il sito e trasformato, nel massimo rispetto storico-artistico e religioso dei luoghi, in spazi espositivi. Anche il giardino antistante è stato arredato allo scopo di uniformare l’ambiente esterno ai luoghi interni ed è attrezzato per ospitare altre attività culturali. Alla struttura espositiva è stato dato il nome di Fabbriche Chiaramontane. FAM è l’acronimo di “Fabbriche Chiaramontane, Arte Moderna Galleria Permanente”. Gli spazi interni rispettano gli standard previsti per le esposizioni museali (temperatura, umidità relativa, sistemi di sicurezza, tecnologie).